Editoriale (Foto Ivan Benedetto)


(Foto Ivan Benedetto)
Pubblicato il 13 settembre, 2015 13:00 | by Enrico Demaria

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Polvere di…Calcio: la rubrica di Enrico Demaria

POLVERE DI CALCIO ENRICO DEMARIA SPEZIA PRO / VERCELLI – Dopo il buon esordio con la Virtus Lanciano, la Pro cercherà di uscire imbattuta dal “Picco” di Spezia, contro una delle sicure grandi del campionato che, tuttavia, domenica è andata a franare a Bari, pur essendo in vantaggio di una rete e di un uomo. Del resto avvenne lo stesso, lo scorso campionato, alla Pro che, proprio al Picco, era in vantaggio di due reti e pure di un uomo. In una manciata di minuti, i bianchi riuscirono a farsi rimontare a farsi cacciare ben due giocatori (Cosenza e Fabiano). Morale: quella che si stava delineando come una bella e nitida vittoria in trasferta si trasformò in una Caporetto: i ragazzi del riconfermato Nenad Bjelica si imposero addirittura per 5 a 2.

 

 

Mettendo piede al “Picco”, la Pro dovrà innanzitutto scacciare i fantasmi di quella giornata e, soprattutto, scacciare dai pensieri quell’arrendevolezza quasi coatta che, la stagione scorsa, la permeava quando, fuori casa, si trattava di affrontare una grande, anche una presunta grande.

Dicevamo prima con lo Spezia (malgrado la sconfitta di Bari) è una super squadra, attrezzata per accompagnare direttamente in A il travolgente Cagliari di Rastelli. Il munifico presidente Gabriele Volpi non ha badato a spese per consegnare a Bjelica una formazione in grado di issarsi in fretta ai vertici del campionato per non scendere più. Specie davanti, lo Spezia è in grado di mandare in allarme rosso qualsiasi difesa, con i vari Calaiò, Castellani e Nenè, tanto per fare tre nomi indicativi. Anche il resto non scherza. Si aggiunga che lo Spezia cercherà in tutti i modi di  far dimenticare subito ai tifosi il tracollo di Bari; cosicché per la Pro si prospetta un posticipo tutt’altro che agevole. Come se non bastasse, Coly e Rossi (il magno Rossi ammirato domenica con il Lanciano) accusano qualche problema e Mustacchio e Germano sono ancora ai box. Se Rossi e Coly non dovessero farcela sarebbero pronti Ardizzone e Bani.

Scazzola sta predicando e infondendo fiducia ai suoi giocatori, che dobravvo assolutamente evitare di scendere in campo con l’atteggiamento della vittima sacrificale, come, purtroppo, su molti campi, è accaduto nel campionato scorso. I tifosi ci contano: dunque occorre accontentarli. Non sarà facile, ma la compattezza denotata dalla squadra domenica è un obiettivo segnale di buon auspicio.

Considerazione finale fuori tema, ma sentita. Al “Piola” non si può bere birra (ordinanza del prefetto) né dire parolacce all’arbitro (duemila euro di ammenda dal giudice sprotivo). Domanda: ma è una partita di calcio o una messa?

 

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