News Francesco Modesto (Foto Ivan Benedetto)


Francesco Modesto (Foto Ivan Benedetto)
Pubblicato il 21 novembre, 2020 14:21 | by Michele Balossino

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Pro Vercelli, Modesto in conferenza: “Mai perdere l’equilibrio”

PRO VERCELLI CONFERENZA STAMPA MODESTO / VERCELLI – Al termine della rifinitura, mister Francesco Modesto è salito in sala stampa per parlare con i giornalisti. Ecco le parole del tecnico della Pro Vercelli in vista del match di Serie C contro la Pro Sesto.

 

PRO VERCELLI, LA CONFERENZA STAMPA DI MISTER MODESTO ALLA VIGILIA DELLA PRO SESTO

Mister, domani arriva la Pro Sesto: come sta la sua squadra? La squadra sta bene, a livello psicologico quando ottieni risultati positivi l’autostima si alza. Anche inconsciamente, senti meno la stanchezza: ma dobbiamo stare molto attenti, perché affronteremo una gara difficile contro una squadra, la Pro Sesto, che sta facendo molto bene ed è allenata altrettanto bene. Ha giocatori di qualità: hanno diciassette punti, sono una squadra che propone gioco e sa sfruttare i calci piazzati e le palle inattive. Dobbiamo stare attenti.

La Pro Sesto è un’avversaria molto insidiosa, reduce da cinque risultati utili consecutivi: non sarà facile affrontarla, soprattutto in un periodo con tante partite ravvicinate. Non è facile, perché siamo reduci dalla sfida di mercoledì con la Giana Erminio e abbiamo avuto meno tempo per recuperare le energie. Ma il recupero dei giocatori è stato fatto bene, chi scenderà in campo avrà la tensione giusta e la voglia di fare bene. Sappiamo che tipo di squadra andiamo ad affrontare, una squadra che anche in trasferta va a giocarsi le partite a viso aperto. Sarà sicuramente una bella partita.

Avrai tutti a disposizione? No, avrò le solite assenze. Recuperiamo però Auriletto: gli altri sono tutti a disposizione.

Emmanuello? Rientrava dopo un po’ di tempo dal piccolo infortunio che ha avuto. Ha giocato 65 minuti a Como ed ha avuto un risentimento dovuto più alla fatica: quindi abbiamo ritenuto opportuno farlo riposare mercoledì. Ma chi l’ha sostituito, ha fatto una grande prestazione.

Rolando? Con la Giana Erminio l’ho fatto riposare, perché era reduce da nove partite consecutive, nelle quali ha quasi sempre fatto 90′: è il giocatore più impiegato, era giusto farlo rifiatare. Adesso vediamo domani quale tipo di formazione metterò in campo.

Nemico principale è il percorso senza soste? Ogni partita presenta insidie. Mercoledì abbiamo vinto 4-0, ma la Giana Erminio si è dimostrata una squadra aggressiva e vogliosa di proporre gioco. Noi siamo stati bravi a concretizzare le occasioni e il risultato è stato rotondo. Ma ci hanno messi in difficoltà, come ci metterà in difficoltà la Pro Sesto domani. Dobbiamo essere bravi a saper soffrire e a fare le cose che sappiamo fare quando saremo in possesso palla. Poi, se arrivano i gol, di certo non guasta.

Che partita ti aspetti con la Pro Sesto? Una sfida complicata, contro una squadra che gioca a viso aperto e che propone il suo gioco. L’allenatore è molto preparato e ha giocatori tecnici e veloci. I centrocampisti sono bravi ad inserirsi e davanti sono forti: è una squadra costruita e allenata bene, non si trovano casualmente a ridosso delle prime posizioni in classifica.

Contro la Giana Erminio, nel finale, la squadra è stata brava a soffrire. La lettura della gara è questa, il risultato ampio non rispecchia quanto visto. La Giana Erminio ci ha fatto soffrire, ma è successo contro tutte le altre: ricordiamoci che non andiamo in campo da soli, ma ci sono gli avversari che sono forti e preparati. I ragazzi sono sempre stati bravi a capire la tipologia di gara che andavamo ad affrontare: quelle di pazienza, quelle in cui dovevamo spingere e quelle in cui bisognava soffrire. Sui primi due gol, quelli di Zerbin e Comi, siamo stati bravi a pressare in avanti, a rubare la palla e ad andare in gol. Nel secondo tempo la partita è stata diversa, perché abbiamo trovato il palleggio e chi è entrato ha dato un grande contributo. Ma ripeto abbiamo sofferto. Anche domani dovremo stare attenti ed essere bravi sulle marcature preventive e sulle loro ripartenze.

Casella aveva detto di voler puntare alla Serie B in due anni: ci state facendo un pensierino? Io delle volte faccio degli esempi ai miei ragazzi: noi dobbiamo essere come il cane affamato quando gli si ruba l’osso. Il nostro atteggiamento deve essere quello, nessuno deve toglierci l’osso di bocca. Senza pensare ai sogni, dobbiamo rimanere concentrati sul nostro percorso. Il Direttore è molto ambizioso, come lo siamo tutti. Per avere qualcosa in più nello sport e nella vita, devi avere ambizioni: il Direttore Casella è uno molto ambizioso e si è spinto dichiarando quell’obiettivo. Ma noi sappiamo che il percorso è lungo e travagliato, perché un momento di difficoltà arriverà e lì dovremo essere bravi tutti a non perdere l’equilibrio. L’equilibrio è fondamentale, in campo e fuori dal campo.

L’atteggiamento della squadra? Non è un caso, come ho già detto, se chiunque scenda in campo abbia un atteggiamento positivo: è il risultato di duri allenamenti, partiti dal primo giorno che sono arrivato qui. Tutti i miei ragazzi hanno voglia di giocare e me lo dimostrano in settimana: questa è la cosa più bella per un allenatore. Quando vado a casa ho sempre dei dubbi positivi e mi girano in testa tutti i nomi: questo vuol dire che tutti mi mettono in difficoltà nelle scelte. La fame è importante, perché sono giocatori importanti ma devono dimostrare. Io per primo devo dimostrare come allenatore e la Pro Vercelli, come Società, deve dimostrare. Abbiamo tanti giovani che si stanno mettendo in luce, ma ancora non basta: ci vuole continuità, che si trova con il lavoro e con le partite.

Come hai scoperto Clemente? Il merito è del Direttore Casella, che mi ha proposto questo giocatore: lo conoscevo per nome, ma non lo avevo mai visto giocare. Sapevo che fosse un terzino destro: è arrivato in punta di piedi, è un ragazzo silenzioso e un lavoratore maniacale. Anche i compagni stessi sono rimasti impressionati fin dal suo arrivo. L’abbiamo inserito gradualmente e ora sta facendo molto bene: ma deve continuare così, a lavorare e a fare le cose fatte bene.

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