News Giuseppe Vives (Foto Ivan Benedetto)


Giuseppe Vives (Foto Ivan Benedetto)
Pubblicato il 15 maggio, 2018 12:41 | by Michele Balossino

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Pro Vercelli, Vives in conferenza: “Al 100% non continuerò qui”

PRO VERCELLI CONFERENZA STAMPA GIUSEPPE VIVES / VERCELLI – Conferenza stampa di metà settimana in casa Pro Vercelli. A prendere la parola a pochi giorni dalla sfida con il Cittadella è stato l’esperto centrocampista Giuseppe Vives: ecco le sue parole.

 

PRO VERCELLI, LA CONFERENZA STAMPA DI GIUSEPPE VIVES

Sabato sarà la tua ultima partita con la Pro Vercelli? Purtroppo c’è delusione, finire con la retrocessione è brutto. C’è ancora una partita, l’idea è quella di continuare ma deciderò dopo il Cittadella. Cercherò di smaltire la delusione, poi dopo un paio di settimane valuterò le opportunità.

Secondo ha detto che se vuoi continuare la Pro Vercelli sarebbe ben felice di averti ancora in campo. Ringrazio il Presidente per queste parole, non è facile parlare così dopo una retrocessione. C’è delusione, perché non pensavo potesse finire così.

Responsabilità per la retrocessione? Le responsabilità sono di tutti quando ci sono dei fallimenti del genere. Il primo responsabile sono io, ma le colpe sono di tutti. Era già iniziata male la stagione, ma abbiamo sempre dato tutto e ci abbiamo provato fino alla fine con i nostri limiti. Ma non siamo riusciti a raggiungere la salvezza.

Grassadonia? Se i giocatori non credono in quello che chiede l’allenatore scelto dalla società, c’è qualcosa che non va. Non ci può essere una squadra che non segue l’allenatore. Stesso discorso vale per mister Atzori: non mi sono piaciute le parole che si sono dette sul fatto che non lo seguissimo. Credevamo in quello che facevamo e credevamo di salvarci. Ci sono stati errori da parte di tutti: dobbiamo capirli e ripartire da lì.

Chiavari? Non me la riesco a spiegare, ma sono il film della nostra annata. Non siamo riusciti a gestire il momento, come in altre occasioni. Facile dare la colpa a qualche giocatore o all’allenatore per i cambi, ma non è così. Abbiamo subito gol su un rigore dubbio e non ci siamo più ripresi: è successo anche alla Lazio in Europa League, è un attimo trovarsi in balia dell’avversario. Pur essendo giocatori esperti in campo, non siamo riusciti a gestirla.

Nostro gioco? Io penso che non ti puoi salvare neanche tirando la palla lunga. Dipende come la squadra è strutturata: noi dovevamo giocare a calcio. Mi dispiace molto per Atzori: provavamo a giocare la seconda palla, ma non avevamo le caratteristiche per farlo.

Futuro? Ripeto, ringrazio il Presidente. Al 100% non continuerò qua, sono rimasto molto deluso da come è andata a finire. Staccherò la spina e poi valuterò se uscirà qualche opportunità. Voglio ringraziare i tifosi, che ci hanno applaudito nonostante la retrocessione. Non so se continuerò a giocare: avrei voglia, ma al momento non ho offerte e voglio valutare con la mia famiglia. Altrimenti valuterò un’altra vita. Quando smetterò? Solo il pensiero fa male, spero comunque di continuare nel mondo del calcio.

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