Michele Santoni (Foto F.C. Pro Vercelli 1892)
Pubblicato il 1 febbraio, 2026 19:51 |
by Carlo B.
Pro Vercelli-Novara, le interviste post-partita
PRO VERCELLI NOVARA INTERVISTE / VERCELLI – Ancora collegati dallo stadio “Silvio Piola” di Vercelli, vi trasmettiamo le dichiarazioni a caldo dei protagonisti di Pro Vercelli-Novara: ecco tutte le interviste.
PRO VERCELLI-NOVARA, LE INTERVISTE POST-PARTITA
MICHELE SANTONI
Abbiamo fatto la partita che dovevamo fare. Sapevamo che il Novara da quando è arrivato il nuovo mister è in salute, e che ha ottime qualità individuali, nonchè molta più esperienza di noi. I derby vanno vinti così, di squadra, lottando e soffrendo tutti assieme, poi sappiamo che abbiamo determinate qualità. Nel secondo tempo le occasioni importanti le abbiamo avute noi anche se loro hanno tenuto il possesso palla.
Nel secondo tempo mi sarebbe piaciuto gestire un po’ di più la palla, invece siamo stati un po’ bassi e abbiamo fatto fatica a portare pressione. Nel primo tempo invece abbiamo fatto bene, creando occasioni importanti. Per rendere la vita difficile all’avversario, ridurre spazio e tempi è il miglior modo per difendersi: l’abbiamo fatto tutta la partita. L’ho detto anche ai ragazzi prima della partita: i derby sono partite a sé, la classifica non si guarda e non sempre la squadra più bella vince: il derby va vinto mettendoci la “cazzimma” giusta in campo, oggi l’abbiamo fatto da grande squadra. Alleno dei ragazzi giovani ma intelligenti, in queste ventotto partite hanno imparato e ogni partita si fa uno step in avanti. Oggi abbiamo fatto 3-4 passi in avanti. La perfezione non esiste, oggi siamo stati eccellenti.
La nostra squadra è stata creata per giocare con gli esterni, è dal primo di luglio che abbiamo dichiarato che avremmo giocato col 4-3-3. Il Novara si ritrova in un momento di trasformazione, rosa costruita per il 3-5-2 che ora gioca 4-3-3, devono ancora probabilmente trovare la quadra. Noi ne abbiamo approfittato bene, avendo giocatori di qualità sugli esterni soprattutto se vieni ad aggredire forte come hanno fatto loro lasciandoci spazi: in queste condizioni forse siamo tra le più forti in questo girone e abbiamo fatto bene. Potevamo fare meglio giusto capitalizzando qualche occasione in più, avendo avuto grandi occasioni. Rimango un allenatore perfezionista, anche non concedendo molto nel secondo tempo avrei voluto gestire meglio la palla e alzarsi un po’ di più, altrimenti si usano molte energie. Il passo in avanti è che non abbiamo sofferto né concesso nulla, ci sarà sempre da migliorare qualcosa.
Non mi aspetto che arrivi nessuno nelle ultime ore di mercato. Abbiamo già fatto qualcosa, sono arrivati 3 acquisti che ci devono dare una mano in ampiezza di rosa adesso, ma su cui noi puntiamo anche per la prossima stagione. Dal primo giorno lo dico: sono fiero ed orgoglioso di questi ragazzi, con gli errori che fanno e i difetti che hanno: sono ragazzi che reagiscono, non si fanno abbattere dalle difficoltà, gran parte dei quali erano in Primavera 2 e ora si trovano a fare la Serie C. Con l’aiuto dei più vecchi li stiamo facendo crescere, l’abbiamo sempre detto: questo è l’anno zero, è inutile andare a fare acquisti tanto per se non mirati. Una trasformazione della rosa avverrà sicuramente a giugno, ma ad oggi siamo pienamente in linea con gli obiettivi societari, anzi forse più avanti: tanti giovani che adesso stanno facendo bene e hanno un mercato erano già in casa. Capisco che i tifosi vorrebbero quei 2-3 acquisti per fare un salto di qualità, ma si tratterebbe di bruciare delle tappe e ricadere in una gestione che non è sostenibile. Ci sono dei budget, dei piani, una progettazione a lungo termine. C’è da investire e colmare un grande gap lasciato dalla società precedente, una volta fatto tutto questo l’anno prossimo si potrà ripartire con due marce in più date dalla continuità e da decisioni prese analizzando in dettaglio la situazione di mercato e soprattutto della rosa.
Lavoriamo tutti i giorni per far crescere i nostri giovani. Alcuni sono un po’ più avanti, Asane Sow e Akpa Akpro fan vedere di poter già essere determinanti, Burruano ha trovato il suo peso specifico con tutti i suoi pregi e qualche difetto. Poi ci sono altri, Ronchi per me è un ottimo giocatore, Piran e Pino sono giovani, Coppola è entrato e ha fatto il suo per aiutare la squadra. Ora abbiamo preso altri due/tre giovani e continueremo su quella strada.
Non è la prima volta che in questa stagione mancano dei rigori evidenti. Due settimane fa la Triestina ha dovuto chiamare un FVS per un rigore evidentissimo, mi chiedo cosa sarebbe successo se avessero finito le carte. Sembra quasi che questo FVS dia il permesso agli arbitri di non fischiare alcuni rigori, poi la domanda resta sul perché non abbia cambiato decisione dopo. Io continuo a ribadire che questo FVS non stia aiutando nessuno, sento più allenatori lamentarsi che elencarne i pregi, e la cosa peggiore è che vedo tanti errori che non vengono corretti. Il sistema dovrebbe esserci per aiutare gli arbitri a correggere determinate decisioni.
ILARIO IOTTI
Non so da quanti anni la Pro Vercelli non vince due derby nello stesso anno; per questo credo che dovremmo essere molto orgogliosi di questa squadra e di ciò che sta facendo. Dobbiamo goderci il momento. Come tutte le squadre giovani, possiamo attraversare periodi o partite in cui qualcosa gira storto, ma dobbiamo essere consapevoli di quello che siamo. A dicembre ho visto un momento un po’ buio, fino alla sosta; però, se guardo al girone di ritorno, non ho visto prestazioni negative. Lavoriamo ogni giorno per migliorare e andiamo avanti: quando i risultati non arrivano, le critiche sono inevitabili, il calcio è fatto anche di questo. Secondo me la contestazione dopo il pareggio di Verona non ci stava.
Stiamo crescendo molto sotto l’aspetto della maturità. In altre occasioni avremmo rischiato di più, mentre oggi siamo riusciti a prendere bene le misure del campo. Quando una partita è sentita e lo stadio è pieno, questi ragazzi sanno giocarla; le difficoltà arrivano quando mancano certi stimoli. La spinta del pubblico è un’arma in più e va sfruttata.
La scorsa giornata non ce l’avevo con la curva: chiedevo semplicemente una mano, perché era un momento molto importante. Conosco bene i sacrifici che i tifosi fanno per seguire la squadra in trasferta, e proprio perché ci tengo tanto quella era una richiesta d’aiuto. Non capisco perché il Piola non sia sempre come oggi: questo entusiasmo ci sostiene enormemente, così come a volte a un ragazzo giovane servono anche i fischi di duemila persone. La mia scena di oggi con Ouseynou è servita per farlo crescere: la prossima volta non commetterà lo stesso errore.
Oggi, per nostra fortuna, gli esterni di gamba e di estro hanno avuto un po’ più di libertà. In queste situazioni si riesce a fare una partita più viva: arrivano nel contrasto e, con la loro esplosività, mettono in difficoltà chiunque. Secondo me, chi prova a venirci a prendere alto va spesso in difficoltà. È normale che i giovani abbiano a volte un rendimento a corrente alternata o che qualche giocatore più esperto non sia al meglio in certe partite; quando mancano due o tre ruoli chiave nel 4-3-3, la squadra tende a bloccarsi. Se gli avversari prendono le misure sugli esterni, il meccanismo può incepparsi. In certe partite, a volte serve davvero costruirsi una storia dentro per tirare fuori la prestazione, perché non è semplice, anche per una questione di ambiente.
