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Michele Santoni
Pubblicato il 17 aprile, 2026 17:04 | by Michele Balossino

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Pro Vercelli, Santoni in conferenza: “A luglio ripartiremo da buone basi rispetto all’attuale stagione”

PRO VERCELLI CONFERENZA STAMPA MICHELE SANTONI / VERCELLI – All’antivigilia della sfida, Mister Michele Santoni è salito in sala stampa per parlare con i giornalisti. Ecco le parole del tecnico della Pro Vercelli in vista del match di Serie C contro l’Ospitaletto.

 

PRO VERCELLI, LA CONFERENZA STAMPA DI MISTER SANTONI IN VISTA DELL’OSPITALETTO

Mister, come ha visto la squadra in settimana e come stanno i ragazzi in vista della sfida con l’Ospitaletto? I ragazzi stanno bene; nei primi giorni abbiamo dovuto assimilare un po’ la sconfitta con il Renate, perché bisogna essere onesti con noi: la matematica non ci condanna, ma le statistiche dicono che raggiungere i playoff quest’anno sarà impossibile. Come ogni volta, quando non raggiungi un obiettivo che ti eri prefissato e con le prestazioni che abbiamo fatto durante l’anno, un po’ destabilizza e si accusa il colpo. Bisognava ritrovare le energie per ripartire e, negli ultimi due giorni, l’abbiamo fatto bene.

Playoff ormai irraggiungibili: dove si trovano le motivazioni per affrontare la gara con l’Ospitaletto? Per me è importante, perché vuol dire che, non giocando per un obiettivo, puoi già lavorare pensando alla prossima stagione. Verranno testati giocatori che durante l’anno hanno trovato meno spazio: sappiamo di averli presi per il futuro e il futuro, invece di incominciare il 7 luglio, incomincerà il 19 aprile. Sempre nel rispetto massimo perché si vuole vincere: non metteremo in campo undici giocatori diversi, ci sarà qualche cambio e la formazione sarà fatta come sempre per vincere. Però sono curioso di vedere alcuni giocatori che durante l’anno hanno avuto meno spazio.

Guardando indietro, quando sono sfumati i playoff secondo lei? Sono tante letture e tante cose, non un fattore unico. Poi, se guardiamo i risultati, quando abbiamo perso quattro partite abbiamo perso tanto margine che avevamo. L’obiettivo ufficiale era la salvezza: inconsciamente, una volta raggiunto il traguardo, ci siamo un po’ spenti; è come dire a qualcuno di andare a fare la mezza maratona e, a 21 km, dire di andarla a fare tutta. Da quel punto di vista, abbiamo fatto qualche calcolo errato di valutazione. Però abbiamo avuto il lusso di poterlo fare, avendo raggiunto con quattro giornate d’anticipo l’obiettivo primario. Inoltre, abbiamo creato un’identità e dato possibilità ai giovani di mettersi in mostra. La ciliegina sulla torta sarebbero stati i playoff. Ovvio, se avessimo fatto due punti in più con il Lumezzane, adesso saremmo ancora a due punti dalla zona playoff. In più, una cosa che la gente sottovaluta perché non può conoscere tutte le dinamiche, quella partita con il Lumezzane ci ha veramente tagliato le gambe. Se l’avessimo pareggiata al 90′, magari ci avrebbe dato la spinta per andare avanti; invece, quel pareggio subito così nel finale l’abbiamo vissuto come una sconfitta, pur avendo fatto probabilmente la prestazione migliore dell’anno. Lì ci siamo un po’ spenti, anche se forse non è il termine corretto perché poi abbiamo fatto vedere buone cose e anche con il Renate non abbiamo meritato di perdere. E neanche nel secondo tempo con l’Inter U23. Però non siamo riusciti a capitalizzare tutto il lavoro che abbiamo fatto. Sicuramente è qualcosa che dovremo analizzare subito dopo aver giocato l’ultima gara e su cui dovremo lavorare bene dall’inizio della prossima stagione.

Campionato tra alti e bassi, però non bisogna dimenticare le belle partite e i ragazzi che sono cresciuti e hanno dimostrato carattere. Le ultime cinque o sei partite, purtroppo, distruggono quanto di buono fatto, soprattutto nella testa dei tifosi. Sì, ma fa parte del modo di vivere il calcio a livello globale in Italia. Non siamo bravi a renderci più belli o bravi rispetto agli altri, il giardino dei vicini è sempre più verde. Cinque o sei partite, di cui due pareggiate e vinta una a Trieste, dove fanno fatica tutti. A livello di prestazione, non ne abbiamo sbagliata quasi nessuna di queste ultime. C’è rammarico: per modo di giocare, freschezza, aggressività, per positività in campo avremmo meritato di più. Ma credo anche che, alla fine dopo trentotto partite, uno finisca dove merita di finire. Il L.R. Vicenza ha vinto il campionato perché se lo è strameritato; se noi concludessimo il campionato tra il dodicesimo e tredicesimo posto, a oggi quella sarebbe la posizione che ci meritiamo. Consci, però, di aver messo le basi per poter far meglio l’anno prossimo. C’è qualcosa da cui ripartire, a differenza dello scorso anno quando siamo ripartiti dalle macerie di una stagione mal terminata e mal gestita. C’è un gruppo che ha fatto capire che c’è un’identità precisa e una voglia di fare un determinato lavoro in un modo preciso. Conosciamo i ragazzi che rimarranno, perché, a differenza di altre società, sono di nostra proprietà e sanno già come vogliamo giocare. Quindi, a luglio si partirà tre o quattro passi in avanti rispetto all’anno scorso.

Non tutto il male viene per nuocere, soprattutto se gli obiettivi sono su un periodo di tre o quattro anni. Noi non dobbiamo farci condizionare da chi pensa alla Pro Vercelli una volta alla settimana, noi lavoriamo tutti i giorni. Tante considerazioni le facciamo anche sul lavoro quotidiano, non è solo la partita della domenica. Tante cose non abbiamo potuto farle, perché la situazione che abbiamo trovato non era ideale per lavorare fin da subito come avremmo voluto. La Società farà le valutazioni giuste per migliorare ulteriormente il lavoro che abbiamo fatto quest’anno.

Cosa pensa delle continue voci che circolano sul futuro, secondo cui lei avrebbe già parlato con alcuni giocatori? In primis, le voci non disturbano perché sappiamo bene che le cose in Italia funzionano così. La nostra struttura societaria fa sì che non sia l’allenatore a parlare con giocatori e a fare il mercato: noi abbiamo un’organizzazione ben precisa, con persone responsabili di mettere in piedi la rosa. Io ho influenza su quello che succede in settimana sul rettangolo di gioco, devo concentrarmi su quello e su quello vengo valutato dai miei colleghi e dalla Società. Quello che succede al di fuori non è responsabilità e interesse mio, ci sono altre persone nel gruppo che fanno quelle valutazioni. Spesso sono voci messe in giro da agenti o legami facili, perché magari sono giocatori che l’allenatore ha già avuto precedentemente. Tutto viene fatto insieme, ma le prime scelte sono di chi ha la responsabilità di farle.

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