Fimmanò, Deléchat e Bonera (Foto F.C. Pro Vercelli 1892)
Pubblicato il 6 luglio, 2026 19:41 |
by Carlo B.
Pro Vercelli, la conferenza stampa societaria di inizio stagione
PRO VERCELLI CONFERENZA SOCIETARIA INIZIO STAGIONE / VERCELLI – Si è alzato ufficialmente oggi, lunedì 6 luglio, il sipario sulla stagione 2026/2027 di Serie C della Pro Vercelli. Nel giorno del raduno, a prendere la parola in conferenza stampa sono stati il Presidente Ludovic Deléchat, il Direttore Generale Filomeno Rocco Fimmanò e il nuovo allenatore Daniele Bonera. Ecco, dunque, le loro dichiarazioni.
PRO VERCELLI, LA CONFERENZA STAMPA DI INIZIO STAGIONE
Ludovic Deléchat: Siamo molto felici, molto carichi. È un bel giorno, molto caldo, però siamo molto felici di ricominciare, di iniziare questa nuova stagione e anche di presentare il nostro nuovo allenatore, Daniele Bonera.
È un anno nuovo, è l’anno uno del nostro percorso dopo l’anno zero della scorsa stagione, e dunque siamo molto felici oggi di essere davanti a tutti voi e di lasciare spazio alle vostre domande.
Come mai i primi allenamenti a porte chiuse?
Ludovic Deléchat: è stato scelto così per cominciare al meglio con la squadra e con lo staff tecnico, niente contro nessuno. Ci sarà spazio più avanti per aprire le sedute ai tifosi.
Il modulo di gioco preferito dall’allenatore?
Daniele Bonera: ho sempre giocato con la difesa a 4, e anche da collaboratore ho sempre avuto questa preferenza. Poi, onestamente, il sistema di gioco è un numero molto dinamico ormai, quindi che sia un centrocampo a due o a tre o con due esterni o con due punti, insomma, cambia poco secondo me. È importante avere ben chiari i concetti di gioco, che poi sono quelli che andremo a provare con la squadra, in questo discorso ovviamente ci saranno anche delle considerazioni in base alle caratteristiche dei giocatori, però una cosa sulla quale lavoreremo sarà sicuramente la difesa a quattro.
Qual è l’obiettivo dichiarato per questa stagione?
Ludovic Deléchat: L’obiettivo stagionale sono i play-off. L’anno scorso avevamo detto che volevamo fare una stagione dignitosa, tranquilla, poi effettivamente c’è stata la possibilità di fare i play-off. Quest’anno l’obiettivo dichiarato sono assolutamente i play-off.
Rispetto all’anno scorso si proseguirà sullo stesso indirizzo, oppure ci saranno cambiamenti?
Daniele Bonera: Rispetto all’anno scorso ci sono stati parecchi cambiamenti, c’è stata qualche uscita, ci sono stati dei nuovi arrivi, quindi adesso dovrò un po’ valutare, da un punto di vista quotidiano, quelle che sono un po’ le caratteristiche della Rosa. Fondamentalmente avremo una difesa a quattro, poi lavoreremo molto sui concetti generali, su un modulo che può prevedere due esterni o centrocampo a tre, in base anche alle caratteristiche di chi eventualmente arriverà e chi uscirà.
Che cosa ci si può aspettare da questa sessione di mercato?
Filomeno Rocco Fimmanò: Il nostro cercare di essere subito attivi sul mercato deriva anche dal fatto che quest’anno, rispetto all’anno scorso, siamo riusciti – e stiamo riuscendo – a programmare di più. Non viviamo più situazioni di emergenza ed urgenza. C’erano delle esigenze e delle volontà condivise con tutto il gruppo di lavoro, quella di Bertoli è stata sicuramente un’operazione molto importante perché è nata con molto anticipo, e sottolineo soprattutto che il calciatore ha voluto fortemente vestire la bianca casacca: abbiamo battuto anche la concorrenza di squadre di realtà molto molto importanti. Stessa cosa con Marco Pagliari, che è un giocatore molto giovane, ma comunque con già esperienza sulle spalle e che ci può dare un grande contributo in quella che è la direzione per cercare di alzare il livello tecnico della squadra. Per quanto riguarda quello che verrà, abbiamo avuto un po’ di ragazzi che ci hanno lasciato, alcuni per il contratto in scadenza, mentre Asane Sow ha avuto una grandissima opportunità di andare a giocare in un club storico e importante come quello del Basilea. Per il resto è uno dei motivi per cui abbiamo cominciato anche così presto, perché il mister deve avere una panoramica concreta sul campo. Sicuramente la nostra volontà è quella di alzare il livello, perché come ha detto prima il presidente se l’anno scorso i playoff sarebbero stati un premio per il lavoro fatto, l’anno prossimo dovranno essere l’obiettivo: i nuovi innesti andranno in quella direzione. La nostra filosofia è sempre quella, dobbiamo lavorare con giocatori giovani e di proprietà, soprattutto in questi tempi è molto molto importante. Siamo stati la squadra che ha fatto giocare di più i giovani in tutta la Serie C italiana, è una cosa non scontata, perché questo aiuta anche a far crescere il movimento. Chiaramente sappiamo tutti che per alzare l’asticella, oltre ad avere giocatori giovani, bisogna portare giocatori con esperienza e che conoscono bene la categoria.
È intenzione di prendere nuovamente giocatori che arrivano dall’estero?
Ludovic Deléchat: Come ha detto il direttore, l’idea è di alzare l’asticella e punteremo sempre sui giovani, sullo sviluppo dei talenti. Questo è un pilastro del nostro progetto, assolutamente, però è vero anche che dobbiamo avere giocatori di categoria che possono alzare il livello e l’abbiamo dimostrato con l’acquisto di Bertoli, che è un sforzo che abbiamo fatto perché è una punta molto interessante. C’è la possibilità che uno o due giocatori vengano dall’estero, però come ho sempre detto, abbiamo la volontà di puntare sui talenti e giocatori italiani.
Mister, è contento di essere alla Pro Vercelli, club storico, e non in un altro club?
Daniele Bonera: Beh, innanzitutto è un club storico e questa opportunità l’ho colta anche per queste motivazioni: oltre al progetto del gruppo che è molto ambizioso, Vercelli è una piazza che vive di storia, vive di energie, è una cosa molto importante. Come ho detto stamattina ai ragazzi, dobbiamo trasferire la nostra energia ai tifosi e riceverne altrettanta, perché saremo noi a condizionare quello che poi dopo ci verrà ridato dai tifosi. Questo discorso legato alla storia è molto inculcato nella città e si percepisce. Qualsiasi persona con cui parlo, anche amici che non sono di qui, la prima cosa che mi dicono è che questa opportunità è una bella responsabilità e una grande fortuna, perché essere scelto ad allenare la Pro Vercelli penso che sia un privilegio.
Lato mercato si pensa di completare la rosa in un paio di settimane?
Ludovic Deléchat: Ovviamente dobbiamo lavorare al più presto possibile con la squadra al completo. Abbiamo già fatto quattro innesti nel mese di giugno; la punta, che normalmente in tante realtà arriva negli ultimi giorni di mercato, l’abbiamo messa a disposizione subito al mister, così da poter lavorare al meglio.
Il mercato è dinamico, ovviamente dobbiamo cogliere le occasioni che abbiamo, però anche stare attenti al nostro budget, perché vogliamo sempre avere comunque un progetto sostenibile. Ambizioso, ma sostenibile. Dunque sì proveremo ovviamente a portare la rosa al completo prima possibile.
Allo stesso tempo il mercato è lungo e dunque dobbiamo essere anche un po’ pazienti in questo senso.
Qual è il progetto per la crescita della società?
Ludovic Deléchat: Le infrastrutture sono importanti e il settore giovanile è molto importante per noi. Abbiamo un po’ dei problemi logistici, per la disponibilità dei campi, non possiamo ovviamente troppo velocemente. Ovviamente siamo molto concentrati anche sullo sviluppo e il miglioramento delle infrastrutture, stiamo parlando con il Sindaco Scheda, con la Giunta, abbiamo un rapporto ottimo con loro. L’anno scorso quando siamo arrivati abbiamo subito rifatto la palestra per esempio, abbiamo portato un po’ di materiali più nuovi per lavorare meglio. Ripeto, lo stadio è storico, non ci sono in serie C tanti stadi così, però ovviamente c’è bisogno di migliorare le infrastrutture e di avere un po’ più di campi in più, soprattutto per il settore giovanile.
Come si è arrivati a Bonera?
Ludovic Deléchat: Daniele Bonera lo conosco personalmente da anni, dai tempi del Milan. Siamo stati in contatto il giorno dopo della fine del rapporto con il mister Santoni, poi è stato tutto in discesa.
Ci sarà più comunicazione da parte della società?
Ludovic Deléchat: Noi comunichiamo spesso sulle cose che facciamo. Io l’ho sempre detto, non mi piace parlare e fare promesse, a me piace il lavoro. La comunicazione c’è, parliamo anche in maniera ufficiale, nelle newsletter, facciamo le interviste. Io non penso che sia una bella cosa parlare ogni giorno delle stesse cose. Io sono molto pratico, mi piacciono i fatti. Ovviamente possiamo sempre migliorare, dobbiamo essere molto vicini ai nostri tifosi, ma mi sembra che anche io sono tifoso, e a me proprio da tifoso piace più uno che parla un po’ meno ma produce, rispetto a chi promette invano. Vogliamo avere una comunicazione molto professionale.
C’è l’intenzione di riacquisire il titolo sportivo della U.S. Pro Vercelli?
Ludovic Deléchat: stiamo valutando anche questo.
Mister quali erano le idee che lei si è fatto durante il finale della scorsa stagione e che cosa secondo lei magari non ha funzionato meno?
Daniele Bonera: Sono stato avvistato qui, ma vi assicuro che sono stato in Inghilterra, in Spagna, in Germania e in Grecia, a trovare degli amici e a vedere delle partite: ho girato un po’ tutta l’Europa perché è stato il mio lavoro ed è diventato il mio lavoro quello dell’allenatore. Sono stato anche in Olanda, sono stato in tanti posti e a tanti livelli, ho visto partite di Serie D vicino in zona Brescia. Credo che qui ci sia una buona base, l’ho detto al Presidente e al Direttore. Le prime sensazioni di oggi mi fanno capire che c’è un gruppo comunque predisposto al lavoro, voglio conoscere meglio i giocatori e capire anche dal loro punto di vista quali possono essere state le difficoltà che hanno avuto nella seconda parte della stagione, che erano oggettive rispetto a quello che era stato fatto molto bene nella prima parte. Vorrei capire quali sono poi le caratteristiche, oltre che tecniche, umane dei giocatori stessi.
Il BFG ha acquisito il Grasshoppers.
Ludovic Deléchat: Sì, confermo, il nostro gruppo ha acquisito il Grasshoppers, una settimana fa. È la squadra più titolata della Svizzera, hanno avuto un po’ di problemi negli ultimi 10-15 anni, però è una squadra molto blasonata. Questo può chiaramente portare dei benefici anche alla Pro Vercelli, perché al di là di tutto, un contesto così internazionale di progettualità può portare degli elementi a cui altre squadre di Serie C non hanno accesso. Penso allo scouting, ai dati, alla struttura commerciale, il tutto comunque sempre nell’interesse della Pro Vercelli: ripeto, non ci sarà una squadra satellite. La Pro Vercelli, è una squadra di tradizione, storica, ci sarà sempre una logica meritocratica. La Pro Vercelli e il Grasshoppers sono due squadre storiche, dunque assolutamente potremo fare un’amichevole qui a Vercelli o anche in Svizzera dove c’è un bello stadio. Io abito a Zurigo, da bambino tifavo Milan e Grasshoppers, e ora tifo ovviamente Pro Vercelli e Grasshoppers. Sono nato nella parte francese, però sono cresciuto con il mitico Grasshoppers che giocava in Champions League e che faceva molto bene in quegli anni lì
Mister, cosa si porta dall’esperienza con il Milan Futuro?
Daniele Bonera: Essendo una realtà nata con delle aspettative, abbiamo tutti commesso degli errori, ma è abbastanza evidente. La serie C è una categoria che per molti è sconosciuta e considerata “semplice”, ma poi la realtà dei fatti dice tutt’altro e soprattutto per quella che era una gestione non troppo organizzata.
C’è un po’ di titubanza da parte dei tifosi sugli acquisti dall’Olanda.
Ludovic Deléchat: Ovviamente in una struttura così, come ho detto prima, dobbiamo fare gli interessi delle società. Dobbiamo pensare allo sviluppo del talento dentro a una multiproprietà e io penso che ci sono dei percorsi che sono importanti per i giocatori. Questo non vuol dire che se non sappiamo dove mettere un calciatore, lo mettiamo al Den Bosch, piuttosto che al Grasshoppers o alla Pro Vercelli. La meritocrazia per me è un valore nella vita, dobbiamo pensare al bene e agli interessi della società, del Grasshoppers, del Den Bosch e della Pro Vercelli, e anche della squadra cinese che è un’altra realtà. C’è sempre un percorso dietro a un movimento, è la prima volta che ci sono giocatori che vengono tra le squadre del Bridge Football Group e io penso che questo può essere molto interessante anche qui a Vercelli, perché sono comunque calciatori che possono portare qualcosa alla Pro Vercelli. Voglio essere molto concreto, sincero e onesto su questa cosa: mai porteremo un giocatore in una società della nostra multiproprietà perché non sappiamo cosa fare con lui, c’è sempre la volontà di sviluppare il talento e di fare gli interessi della società dove portiamo il calciatore. In Serie B olandese tutte le squadre, anche quelle che vengono poi promosse, prendono tanti gol perché non ci sono squadre che retrocedono: è un calcio offensivo, propositivo, tutte le squadre prendono tanti gol e fanno tanti gol.
Non c’è una lista dei convocati?
Daniele Bonera: è responsabilità mia. Ho voluto semplicemente, parlando telefonicamente con i giocatori, una sorta di responsabilizzazione di tutti, chiedendo di rientrare qualche giorno prima questa settimana, utilizzarla per conoscerci e cercare di rimettersi un po’ in moto dopo una pausa abbastanza lunga.
Quindi è stata una richiesta mia di ricominciare un po’ prima, da lunedì ci sarà la lista ufficiale dei convocati.
Si attingerà dal settore giovanile nella costruzione della prima squadra?
Daniele Bonera: Io ho una conoscenza non troppo approfondita, un po’ limitata del settore giovanile. Abbiamo già in programma delle riunioni con i responsabili del settore giovanile per fare delle valutazioni, quindi non appena avremo un’idea comune, vedremo se ci sarà la possibilità di inserire qualche ragazzo. E’ anche questo uno degli obiettivi del gruppo
Ludovic Deléchat: Se mi metto nei panni di un giovane io andrei di costa alla Pro Vercelli perché c’è la volontà della proprietà di far giocare i calciatori del settore giovanile. L’abbiamo dimostrato con Asane Sow, Burruano, Tarantola, che è andato via in prestito, Ronchi. Ci sono sempre giovani del settore giovanile in prima squadra, Zacchera ha anche esordito. C’è la volontà del gruppo e anche del mister di far crescere questi giocatori. E poi, vediamo cosa è successo con Asane Sow e il suo percorso: ora va in una squadra con 30.000 spettatori ogni partita, che vuole vincere lo scudetto. Io, fossi un giovane, vorrei andare alla Pro Vercelli perché c’è la volontà di puntarci. Se poi i giocatori fanno altre scelte e vanno al Novara con il responsabile del settore giovanile di prima, sono scelte loro: noi abbiamo una piattaforma, se vogliono lavorare, crescere con la meritocrazia, possono farlo, se fanno altre scelte non andrò mai dietro a un sedicenne che vuole andarsene. Si deve anche avere la volontà di essere qui a Vercelli e di dimostrare.
Qual è la motivazione che vi ha portato a non avere più fiducia in mister Santoni?
Filomeno Rocco Fimmanò: Ci sono state tante tante tante motivazioni. C’è stato qualche qualche problema di gestione, mister Santoni ha avuto sicuramente tanti meriti sportivi e lo ringraziamo per quello che ha fatto. Il nostro obiettivo era quello di fare una stagione molto tranquilla, poi come si dice, “l’appetito viene mangiando” e non ci potevamo precludere il sogno di poter fare i playoff, ci sono motivazioni legate al finale di stagione. Crediamo che Bonera abbia un’ottima capacità, a parte chiaramente tecnica, anche di gestione, che è fondamentale soprattutto quando hai dei giocatori giovani in squadra. Il talento deve essere tenuto sempre attivo, i giovani devono sentirsi considerati. E’ stato un cambiamento non soltanto dal punto di vista del mister, ma anche dal punto di vista della struttura, dell’organizzazione e della governance interna. Lo dico con grandissimo orgoglio che probabilmente siamo tra i team societari più giovani del calcio professionistico. Ci sono stati tanti cambi all’interno della società perché crediamo che l’essere giovane ti dà la possibilità effettivamente di fare le cose con grande entusiasmo, con voglia, con passione, con ambizione, quindi abbiamo puntato anche su una struttura giovane. Questo va di pari passo anche con quella che è stata la ristrutturazione che è in essere del settore giovanile per tornare a quel discorso: abbiamo introdotto delle figure che in Italia si vedono poco, soprattutto in quelle che sono piazze meno importanti. All’interno del settore giovanile, oltre a responsabile tecnico, che è Giovanni Serao, abbiamo l’head of performance, Davide Grimaldi, che è stato il preparatore atletico dell’anno scorso della prima squadra, che sarà il capo di tutta la preparazione atletica. Abbiamo un capo della metodologia, per dare chiaramente quella che è la visione tecnica e strutturale del gruppo all’interno della Pro Vercelli. Noi cerchiamo di comunicare il più possibile con i tifosi, con la piazza, però la comunicazione deve essere efficace ed efficiente: tutto ciò che ha effettivamente un’importanza, noi siamo i primi sempre a volerlo comunicare, l’abbiamo fatto con le newsletter e comunicati su situazioni straordinarie. Stiamo cercando di alzare il livello. Una cosa molto importante è anche il nostro appeal a distanza di un anno: un anno fa al nostro arrivo c’era grandissima diffidenza da parte di tutte le realtà, da parte dei partner, dei sponsor, di rapporti locali, di rapporti a livello all’esterno. Adesso le cose sono già cambiate, ecco perché il Presidente dice che l’acquisizione di Grasshoppers è un valore aggiunto, alza i livelli di affidabilità sotto tutti i punti di vista: sportiva, commerciale, mediatica, può essere soltanto veramente un vantaggio. Faremo le cose con la massima serietà e la massima onestà, questo non mancherà mai da parte nostra. Mi piacerebbe che veramente ci fosse questa partecipazione tutto l’anno, così possiamo avere la possibilità di parlare e di rendere effettivamente la comunicazione molto più efficace e efficiente.
Ludovic Deléchat: Ci tengo infine a specificare una cosa, nel nostro gruppo il mercato è centralizzato. Abbiamo tante persone che se ne occupano dall’Olanda, adesso vi faccio i nomi: Bart, Latueru, Brice, Bussata fanno lo scouting e capiscono i giocatori che possiamo prendere. Noi non abbiamo la figura del DS classica, in Italia si parla più di lui che dell’allenatore, che per me non va bene. Noi non vogliamo dare le chiave della nostra casa a un’altra persona. E’ tutto centralizzato, abbiamo anche un scout italiano, che si chiama Grizzutti, che è sul territorio e dunque c’è un gruppo di lavoro per vedere i calciatori e capire chi possiamo prendere. Anche il mister è chiaramente nel gruppo di lavoro e può dire la sua dal punto di vista tecnico. Poi quando c’è una trattativa da fare, è lì che entra in gioco la figura del direttore sportivo. È una scelta nostra, lo so che è un po’ nuovo in Italia, in Inghilterra, in Olanda, anche in Svizzera, lavorano già più così, in Italia un po’ meno. Noi non metteremo un DS a cui diamo un budget e va a prendere i calciatori: una volta scelti i giocatori, quando c’è una trattativa io do il budget e il direttore fa la trattativa come l’ha fatto in maniera eccellente con Bertoli. Perché se Bertoli è arrivato lì è anche grazie al direttore che ha fatto molto molto bene. Volevo solo precisare questa cosa. Grazie.
